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Adesione allo sciopero indetto dal Movimento per la dignità della docenza universitaria - Annullamento dell'appello del 4 giugno 2018

Con la presente vi comunico che aderirò allo sciopero indetto dal Movimento per la dignità della docenza universitaria, annullando l'appello del 4 giugno prossimo.

Studenti e studentesse iscritti/e a questo appello dovranno reiscriversi ad un appello successivo, nelle finestre temporali previste per ognuno di essi.

Su vostra eventuale richiesta, per i soli/le sole iscritti/e a questo appello, sono disponibile ad aprire, in un giorno successivo a quello dello sciopero e indicativamente dopo il settimo giorno dalla data dello sciopero stesso, un appello straordinario per quanti si trovino nelle seguenti condizioni (certificate formalmente):

- Laureandi, ove l’appello non tenuto sia l’ultimo utile per laurearsi;

- Studenti Erasmus, per adempimenti assolutamente necessari;

- Studentesse in attesa di un bambino;

- Studenti che abbiano problemi di salute documentati, tali da richiedere particolari forme di tutela.
 
 
Riporto sotto la  "Lettera di proclamazione di sciopero dagli esami di profitto dal 1° giugno al 31 luglio 2018"
 
Sciopero promosso dal “Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria”
Lettera firmata da 6857 Professori e Ricercatori Universitari e Ricercatori di Enti di Ricerca
 
di 79 Università e Enti di Ricerca Italiani
 
16/2/2018
Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Al Ministero della Funzione pubblica
Al Ministero dell’Economia e delle Finanze
Ai Magnifici Rettori delle Università Italiane
Alla Commissione di Garanzia dell’attuazione della Legge 12.6.1990, n° 146
e, p.c., Al Consiglio Universitario Nazionale
Oggetto: Proclamazione di sciopero dagli esami di profitto nelle Università Italiane.
 
Noi sottoscritti,
 
6857 Professori e Ricercatori Universitari e Ricercatori di Enti di Ricerca Italiani,
 
di 79 Università e Enti di Ricerca Italiani,
 
preso atto che:
nella legge di Bilancio 2018 non riscontriamo risposte soddisfacenti allo sblocco definitivo delle classi e degli
scatti sollecitato con lo sciopero dagli esami di profitto dal 28 agosto al 31 ottobre 2017;
su tutti gli altri punti oggetto di questa proclamazione di sciopero non riteniamo che nella legge di Bilancio
 
2018 siano stati effettuati interventi significativi;
 
con la presente comunicazione, nel rispetto della legge del 12 giugno 1990, n° 146, come modificata dalla legge
dell’11 aprile 2000, n° 83, nonché della Deliberazione n° 3 dell’11 gennaio 1996 della Commissione di Garanzia
dell’attuazione della legge n. 146/90, e della Deliberazione n° 1528 del 28 agosto 2017 (Prot. 12175/UNI/RIC)
della stessa Commissione,
proclamiamo l’astensione dallo svolgimento degli esami di profitto nelle Università italiane
durante la prossima sessione estiva dell’anno accademico 2017-2018, precisamente nel periodo compreso tra il 1
giugno e il 31 luglio 2018, per le motivazioni e con le modalità che seguono.
Tale astensione è finalizzata ad ottenere l’adozione di uno o più provvedimenti di legge, o atti normativi
quali Decreti Ministeriali o Note Ministeriali, in base ai quali:
1) Le classi e gli scatti stipendiali dei Professori e dei Ricercatori Universitari e dei Ricercatori degli
Enti di Ricerca Italiani aventi pari stato giuridico, bloccati nel quinquennio 2011-2015, vengano
sbloccati a partire dal 1° gennaio 2015, anziché, come è attualmente, dal 1° gennaio 2016;
beneficiari di tale sblocco devono essere tutti i Professori e Ricercatori delle Università e degli Enti
di Ricerca Italiani aventi pari stato giuridico che erano in servizio al 1° gennaio 2015.
2) Il quadriennio 2011-2014 sia riconosciuto ai fini giuridici, con conseguenti effetti economici solo a
partire dallo sblocco delle classi e degli scatti dal 1° gennaio 2015; beneficiari di tale
riconoscimento devono essere tutti i Professori e i Ricercatori delle Università e degli Enti di
Ricerca Italiani aventi pari stato giuridico che erano in servizio al 1° gennaio 2015.
3) Venga annullata la nota del MIUR Prot. n. 6565 del 29 maggio 2017 per la parte che sancisce che le
tipologie di Professori di prima e seconda fascia di cui alla lettera B di tale nota, assunti nel
periodo 2011-2015 ai sensi degli Artt. 18 e 24 della legge 240/2010, o della legge 230/2005 con
procedure successive all’entrata in vigore della legge 240/2010, siano da assoggettare al blocco
delle classi e degli scatti per il quinquennio 2011-2015.
 
4) Vengano stanziati 80 milioni di euro ai fini di incrementare il “Fondo integrativo statale per la
concessione delle borse di studio” per gli Studenti Universitari.
5) Vengano messe a disposizione risorse per la messa a concorso di 6000 posti per Professori
Associati, 4000 per Professori Ordinari, riservate almeno per il 90% a cambiamento di fascia o
ruolo, nell’ambito della sede di appartenenza, del personale già in servizio, e di risorse per la
messa a concorso di 4000 posti per ricercatori di tipo B.
Riteniamo che le richieste avanzate non soddisfino tutte le necessità delle quali l’Università ha bisogno,
ma rappresentino un importante segnale di attenzione e di inversione di tendenza che sia necessario avere a
breve termine.
Dichiariamo fin da ora la piena disponibilità a tutte le iniziative finalizzate al raffreddamento del conflitto e al
conseguimento di una conciliazione, secondo le modalità previste dalla legge e le indicazioni della Commissione di
Garanzia dell’attuazione della Legge 146/90. A tale scopo, con questa lettera, chiediamo al Governo e al Ministro
in carica, e ribadiremo tale richiesta anche al nuovo Governo e al nuovo Ministro che si insedieranno dopo le
elezioni del 4 marzo p.v. qualora il conflitto non si risolva precedentemente, anche di convocare con urgenza una
nostra delegazione, quella più oltre indicata, per esperire tutti i tentativi di risolvere la vertenza prima dell’inizio
dello sciopero. Il larghissimo preavviso di questo sciopero permette agevolmente di procedere in tal senso.
Segnaliamo, perché siano chiari gli atti pregressi a questa proclamazione, che una richiesta formale di un
incontro urgente con il Governo inoltrata il 9 dicembre 2017 per risolvere almeno i punti 1, 2 e 3 oggetto di
questa proclamazione di sciopero non ha portato alla convocazione sollecitata. Ribadiamo che nella legge di
Bilancio 2018 non riscontriamo risposte soddisfacenti al conflitto sullo sblocco definitivo delle classi e degli scatti,
la cui soluzione è stata sollecitata con lo sciopero dagli esami di profitto dal 28 agosto al 31 ottobre 2017.
Facciamo presente che:
a) Per quanto riguarda i punti 1 e 2:
• Chiediamo solo il ritorno, a partire dal 1° gennaio del 2015, alla normalità della progressione
stipendiale che si sarebbe avuta in assenza del blocco dal 2011 al 2014, come è stato previsto per
tutti gli altri dipendenti pubblici (ad alcuni di loro, quali Magistrati e Avvocati dello Stato, il blocco
non è stato mai applicato, cosicché hanno potuto progredire anche nel periodo 2011-2014).
• Non richiediamo arretrati per il 2011-2014, allineandoci così alle sorti di tutto il resto del pubblico
impiego, al quale però il ritorno alla normalità è stato concesso a partire dal 1° gennaio 2015:
• Invece per la Docenza Universitaria il blocco è diventato strutturale, protraendo i suoi danni per tutti
gli anni futuri.
b) Per quanto riguarda il punto 3:
• Chiediamo che venga annullata una parte della nota del MIUR n. 6565 del 29 maggio 2017 che
riteniamo priva di fondamento giuridico.
• Quanto richiesto non necessita di un provvedimento di legge.
c) Per quanto riguarda il punto 4:
• Riteniamo inaccettabile la figura dello “Studente meritevole senza borsa”.
• Consideriamo tale aspetto preminente rispetto a tutte le altre misure necessarie per assicurare il
diritto allo studio sancito dall’art. 34 della Costituzione che prevede che “I capaci e meritevoli, anche
se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”.
• Lo stanziamento richiesto potrà anche servire a elevare i limiti di reddito da non superare per
l’ottenimento della borsa, allargando così la platea degli Studenti che possano accedervi.
d) Per quanto riguarda il punto 5:
• Riteniamo inaccettabile che 14000 Ricercatori a Tempo Indeterminato vengano lasciati nel ruolo ad
esaurimento nel quale sono stati messi in virtù della legge 240/2010; un ruolo che evidentemente
ha cessato di svolgere funzioni ritenute fra le più utili; di conseguenza riteniamo non si debba
lasciare in un ruolo non più soddisfacente una platea così ampia, spesso già dotata dell’ASN
necessaria per accedere al ruolo dei Professori Universitari, a svolgere funzioni ritenute in parte
superate senza offrire ad essa il modo di accedere a funzioni più utili per il Paese. Riteniamo
pertanto si debba offrire loro la possibilità di accedere al ruolo dei Professori.
• Riteniamo che ciò eviterebbe anche la contrapposizione con i Ricercatori di tipo B, dei quali si dirà
più oltre e dei quali l’Università ha bisogno, insita nella norma che prevede che i Ricercatori di tipo B
 
che conseguano l’ASN possano diventare Professori Associati. Riteniamo che le migliaia di
Ricercatori a Tempo Indeterminato che hanno già conseguito o conseguiranno l’ASN meritino uguale
trattamento.
• Riteniamo anche inaccettabile che ai 19000 Professori Associati non si offrano, dopo 9 anni di quasi
totale paralisi di assunzioni, la possibilità di diventare Prof. Ordinari.
• Riteniamo altresì che l’Università abbia bisogno di assumere Ricercatori di tipo B per assicurare il
ricambio generazionale della Docenza.
• Riteniamo che il tutto debba avvenire in un quadro equilibrato che non veda le varie categorie in
conflitto fra di loro: pertanto riteniamo che debba essere contestuale la messa a concorso di posti
per Professori Associati, Ordinari e Ricercatori di tipo B nelle misure richieste.
• Per quanto riguarda la destinazione di almeno il 90% delle risorse necessarie per i posti a concorso
per Professori Associati e Ordinari a personale già in servizio presso la sede di appartenenza,
facciamo notare che analoga riserva di destinazione dei posti a concorso è già presente nella
legislazione in vigore, la legge 240/2010, per la chiamata, nel ruolo di Professore di prima e seconda
fascia, di Professori di seconda fascia e Ricercatori a Tempo Indeterminato in servizio presso il
medesimo Ateneo che abbiano conseguito l’ASN.
• Infine, facciamo notare che il costo del provvedimento per il Governo è più contenuto di quanto non
possa sembrare, dato che per larga parte si tratta di cambiamenti di fascia o ruolo di personale già in
servizio, quindi con costo aggiuntivo minore, e dato che il blocco del turnover degli anni 2009-2017
ha obbligato gli Atenei a “risparmi forzati” che permetterebbero loro di soddisfare gran parte di
questa richiesta alla sola condizione di consentire l’utilizzo di tali risparmi.
Sono chiamati a scioperare i Professori e i Ricercatori Universitari.
Le modalità della manifestazione di astensione risulteranno le seguenti:
1) Nella sessione di esami di profitto estiva p.v., relativa all’anno accademico 2017-2018, i Professori
Universitari, nonché i Ricercatori Universitari ai quali sia stato affidato in maniera ufficiale un corso o un
modulo nella loro sede di appartenenza, si asterranno dal tenere tutti gli appelli degli esami di profitto
programmati nella sede di appartenenza nella giornata fissata per il primo di tutti gli appelli dei loro corsi
o moduli della loro sede che cada all’interno del periodo 1 giugno-31 luglio 2018. La durata dello sciopero
è per le 24 ore corrispondenti a tale giornata.
2) Tutti gli esami corrispondenti verranno, di conseguenza, spostati all’appello successivo, che si terrà
regolarmente.
3) I Ricercatori a tempo indeterminato ai quali non sia stato affidato in maniera ufficiale un corso o un
modulo nella loro sede di appartenenza e siano ufficialmente in commissioni di esame si asterranno dal
partecipare a tutte le commissioni degli appelli degli esami di profitto programmati nella sede di
appartenenza nella giornata fissata per il primo di tutti gli appelli dei corsi o moduli della loro sede per i
quali siano in commissione che cada all’interno del periodo 1 giugno-31 luglio 2018. La durata dello
sciopero è per le 24 ore corrispondenti a tale giornata.
4) Verrà assicurata in ogni caso la tenuta di almeno un appello degli esami di profitto nell’ambito del
periodo 1 giugno-31 luglio p. v. Pertanto, nelle Sedi in cui i calendari degli esami prevedano un solo
appello per gli esami di profitto in tale periodo, e questo cada nel periodo anzidetto, i partecipanti allo
sciopero chiederanno alle strutture degli Atenei di competenza di fissare un appello straordinario dopo il
quattordicesimo giorno dalla data del giorno dello sciopero.
5) I partecipanti allo sciopero saranno disponibili a tenere un appello straordinario “ad hoc” in un giorno
successivo a quello dello sciopero, e indicativamente dopo il settimo giorno dalla data dello sciopero, per
Laureandi e Studenti Erasmus, ove l’appello non tenuto sia l’ultimo utile per laurearsi o per adempimenti
per l’“Erasmus”.
6) I partecipanti allo sciopero saranno disponibili a tenere un appello straordinario “ad hoc” in un giorno
successivo a quello dello sciopero, e indicativamente dopo il settimo giorno dalla data dello sciopero
stesso, per Studentesse in attesa di un bambino; analogamente saranno disponibili a tenere un appello
straordinario “ad hoc” in un giorno successivo a quello dello sciopero, e indicativamente dopo il settimo
giorno dalla data dello sciopero stesso, per Studentesse e Studenti che abbiano problemi di salute
documentati che richiedano particolari forme di tutela.
7) Verranno assicurati tutti gli esami di profitto al di fuori del periodo 1 giugno-31 luglio 2018.
 
8) Verranno assicurate nel giorno dello sciopero tutte le altre attività istituzionali, ivi comprese le attività di
presenza a Consigli di Dipartimento, a Consigli di Dottorato etc.
9) Verrà comunicata l’astensione dagli esami al proprio Rettore, o al suo delegato.
Riteniamo che tali modalità conflittuali e di parziale astensione dalle prestazioni istituzionali siano nel
contempo rispettose del diritto di sciopero garantito costituzionalmente e del diritto degli “utenti” (in questo
caso gli Studenti) di avere servizi ridotti ma non annullati.
Richiediamo già in questa sede ai Rettori delle Università Italiane di voler portare in approvazione negli organi
di Governo la destinazione delle trattenute stipendiali per questo sciopero alla erogazione di borse di studio per
gli Studenti. La “ratio” della richiesta è insita nel fatto che il giorno dello sciopero si assicurano tutte le altre
attività istituzionali e la trattenuta per sciopero verrà invece effettuata come in totale assenza di prestazioni. Non
apriremo un contenzioso su tale aspetto, ma riteniamo che ciò ci consenta di proporre legittimamente una
destinazione delle trattenute sullo stipendio che verranno effettuate.
Le modalità dello sciopero, condizionate per ogni Docente a impegni istituzionali del proprio Ateneo di
appartenenza, consentono agli Atenei di individuare preliminarmente, anche in maniera autonoma, il giorno in cui
potenzialmente ogni Docente avrà il diritto di scioperare e, ove lo ritengano necessario o opportuno, di darne
informazione puntuale agli Studenti e ai Docenti stessi.
Deleghiamo per tutti gli aspetti inerenti alla gestione di tale sciopero – ivi comprese una eventuale fase di
conciliazione, una maggior precisazione richiesta per le modalità dello sciopero, una eventuale sospensione dello
sciopero, una riduzione del periodo di sciopero, uno spostamento dello sciopero a sessione successiva con durata
e modalità comparabili, una eventuale fase di dialogo/comunicazioni con la Commissione di Garanzia
dell’attuazione della legge 146/90, eventuali contenziosi a fronte di possibili azioni di contrasto allo sciopero qui
dichiarato (vigilando, in particolare, a che le trattenute sullo stipendio che deriveranno da tale sciopero siano
applicate al solo giorno dell’appello per gli esami di profitto e, più in generale, vigilando su tutte le eventuali
azioni illecite poste in atto per contrastare lo sciopero stesso), la reiterazione di questa proclamazione in data
successiva, esattamente in questa forma, con in calce i nostri nominativi, ove, per qualsiasi motivo ostativo, ci
venga richiesto di effettuare questa proclamazione non in data odierna, ma in una successiva – una nostra
rappresentanza composta come segue, che potrà intervenire, a seconda delle necessità, nella persona del solo
coordinatore:
1) Carlo Vincenzo Ferraro (Politecnico di Torino – Coordinatore - carlo.ferraro@polito.it )
2) Paolo D’Achille (Università Roma Tre – Componente – paolo.dachille@uniroma3.it )
3) Davide De Caro (Università di Napoli Federico II – Componente - dadecaro@unina.it )
4) Antonio Mussino (Università “La Sapienza” di Roma – Componente - antonio.mussino@uniroma1.it )
 
Distinti saluti.
 
Firmano la lettera i seguenti 6857 Professori e Ricercatori Universitari e Ricercatori di Enti di Ricerca di 79
Sedi Universitarie e Enti di Ricerca Italiani:
Carlo Vincenzo Ferraro-Politecnico di Torino
Paolo D’Achille-Università Roma Tre
Davide De Caro-Università di Napoli Federico II
Antonio Mussino-Università “La Sapienza” di Roma
Saverio Bettuzzi-Parma
Melina Cappelli-Napoli Federico II
Carla Cuomo-Bologna
Marcello D’Aponte-Napoli Federico II
Anna Iuliano-Pisa
Piero Sestili-Urbino
Giorgio Zavarise- Già Salento, ora Politecnico di Torino
Allegati: