Introduzione, saluto del direttore

Professionisti della comunicazione, interpreti della società

Il progetto di una formazione specializzata nel campo della comunicazione, adeguata all’importanza sempre crescente di questa dimensione della vita contemporanea, si è sviluppato in questa sede universitaria con un percorso ormai più che ventennale. Il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale viene istituito nel 2010 in continuità con la tradizione della prima Facoltà statale di Comunicazione nata alla Sapienza nel 2001, che a sua volta raccoglieva l’esperienza di un precedente pioneristico Corso di laurea in Scienze della Comunicazione aperto nel 1992. Si tratta di un progetto in continuo divenire, continuamente adattato ai veloci cambiamenti della società e dei sistemi di comunicazione, e a cui hanno contribuito nel tempo diverse migliaia di studenti in una feconda interazione con almeno due generazioni di docenti competenti e appassionati. Diversi elementi hanno costituito, e costituiscono tuttora, gli ingredienti di questo ambizioso programma.

Innanzitutto una riflessione sulla natura della comunicazione e sul suo ruolo nella società. La convinzione profonda, al riguardo, è che la comunicazione non vada intesa come un momento accessorio, distinto e in qualche modo successivo rispetto a dimensioni sociali considerate più rilevanti e "oggettive", come ad esempio le dinamiche economiche e politiche, i progressi scientifici e gli sviluppi tecnologici. La comunicazione non può essere identificata solo con lo spazio, pur importante, della produzione e circolazione delle informazioni o con le caratteristiche e le regole del mondo dello spettacolo. Molto più di questo, la comunicazione rappresenta un elemento fondativo di tutti i più importanti e basilari processi da cui la società è costituita. Ad esempio, la crisi economica ha indubbiamente importanti radici “strutturali”; ma è anche fondata su universi simbolici e valoriali, articolati con sistemi di opinioni e aspettative, il tutto profondamente modellato dalle dinamiche comunicative.

Parte essenziale di tale riflessione scientifica è la verifica di come le diverse discipline che spiegano il comportamento umano possano contribuire a comprendere, ciascuna dal suo punto di vista, i complessi processi che costituiscono la dimensione comunicativa della società. Per questo, il nostro progetto formativo si può considerare naturalmente e intrinsecamente interdisciplinare, e uno degli elementi di pregio della nostra ormai pluridecennale esperienza è stata la costante ricerca di un ottimale equilibrio fra le esigenze di specialismo disciplinare e l’utilità di sempre più ampie sinergie. Allo scopo di favorire l’uso più appropriato ed efficace degli strumenti che ciascuna disciplina mette a disposizione, particolare cura viene dedicata alla formazione metodologica, nella convinzione che solo una ricerca scientificamente accurata possa permettere alle scienze della comunicazione di raggiungere il proprio obiettivo.

Questo discorso scientifico si salda in maniera naturale con l’individuazione e la valorizzazione dei molteplici campi in cui questo insieme di conoscenza può essere efficacemente utilizzato, nonché con la messa a punto dei percorsi formativi più idonei per una efficace traduzione delle stesse conoscenze in strumenti operativi professionali, in linea con le richieste del mercato del lavoro. Due sono le macroaree che caratterizzano l’offerta formativa del Dipartimento: i media studies e la comunicazione delle organizzazioni e delle imprese, aree all’interno delle quali si collocano i temi che hanno contribuito a consolidare l’identità scientifica del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale. In uno stretto intreccio tra ricerca e didattica, vengono affrontati i grandi temi del nostro tempo: dalla crisi economica alle conflittualità intergruppi e ai terrorismi, dalla sostenibilità ambientale dei modelli di sviluppo alle vecchie e nuove marginalità sociali, dall’evoluzione dei sistemi politici alle nuove modalità di partecipazione, dai fenomeni migratori alle prospettive della società interculturale, dai media mainstream ai social media, dal marketing alla pubblicità alla comunicazione sociale, e così via. Di questi fenomeni vengono esplorati gli aspetti costitutivi (dati, evidenze empiriche) e la dimensione comunicativa, vale a dire il modo in cui i fenomeni stessi sono in qualche misura “costruiti” nel racconto dei mezzi di comunicazione, riflessi nell’opinione pubblica, sedimentati nell’orizzonte culturale più ampio. Con ciò si mette in evidenza uno dei nodi più interessanti delle scienze sociali, e in particolare delle scienze della comunicazione, vale a dire la presunta opposizione tra i fatti, nella loro cruda e oggettiva fisicità, e la loro “narrazione”, concettualizzata per sua natura, e quasi inevitabilmente, come una forma di distorsione della verità. Si tratta di un problema molto antico, che le scienze sociali ereditano dalla filosofia e che ha importanti implicazioni non solo sul versante teorico-epistemologico, ma anche in termini di conseguenze pragmatiche nella vita quotidiana delle persone.

È un tema che acquista peraltro rilevanza cruciale in un’epoca che è stata – forse frettolosamente – definita della “post-verità”, nella quale il concetto stesso di verità dei fatti diventa elusivo e semplice ripetizione di un dato, magari smaccatamente o addirittura volontariamente falso, si trasforma in cornice interpretativa condivisa. È proprio con riferimento a queste dinamiche (e a questi rischi) che diventa cruciale approfondire, in maniera scientificamente accurata, il modo in cui si costruisce la comunicazione e il legame che esiste fra la realtà, i processi di conoscenza e i percorsi di formazione dell’opinione pubblica e delle rappresentazioni sociali. Tutto ciò con riferimento anche alle profonde modificazioni che sono intervenute e continuamente intervengono nei sistemi di comunicazione, con i noti fenomeni di convergenza e ridefinizione dei diversi media, e con il ruolo sempre più rilevante della Rete e della digitalizzazione. In relazione a tale progetto scientifico e culturale sono state strutturate specifiche linee formative a livello sia triennale che magistrale, che si trovano riassunte nelle pagine che seguono, con l’indicazione degli obiettivi formativi e dei profili professionali di ciascuna di esse, e con il dettaglio degli insegnamenti. Perla messa a punto di tali percorsi è stato continuo il confronto con i potenziali interlocutori esterni, dalle istituzioni al mondo delle professioni, avvalendoci anche, quando possibile, di professionisti della comunicazione come docenti a contratto, e verificando costantemente l’accoglienza del mercato del lavoro. A questo proposito, oltre ad un costante monitoraggio dei destini occupazionali dei nostri laureati, è interessante anche la positiva risposta dei sempre più numerosi enti e aziende in cui i nostri studenti svolgono periodi di stage, che sono previsti dai percorsi e ne costituiscono parte integrante.
In estrema sintesi la nostra offerta, che prevede anche alcuni percorsi erogati in lingua inglese, si articola in tre grandi filoni, per ognuno dei quali è disponibile una laurea triennale e una o più lauree magistrali. Un primo ambito riguarda la comunicazione delle organizzazioni pubbliche e private, delle istituzioni, delle imprese e del terzo settore; un secondo si concentra più direttamente sul ruolo dei media e delle nuove tecnologie, con riferimento anche agli sviluppi delle professioni giornalistiche e dell’industria culturale; un terzo si occupa del tema, sempre più rilevante, della cooperazione internazionale allo sviluppo. Oltre a questi filoni principali, che raccolgono la maggior parte dei nostri studenti, vanno segnalati anche un corso magistrale sulla valutazione nelle organizzazioni e nelle politiche pubbliche, nonché alcuni corsi magistrali che offriamo in collaborazione con altri Dipartimenti sulle tematiche della comunicazione biomedica, del design e comunicazione visiva, della comunicazione per il management.
Nel lungo percorso di realizzazione di questo progetto abbiamo dovuto fare i conti con una serie di vincoli esterni e difficoltà strutturali, prima fra tutte la progressiva riduzione delle risorse messe a disposizione del sistema universitario, ma anche il sempre più stringente, anche se quanto mai opportuno, controllo dei requisiti necessari per l’attivazione dei corsi. Ciò nonostante, siamo riusciti finora a mantenere un livello di offerta quantitativamente e qualitativamente molto alto, che ha riscosso l’apprezzamento di un numero sempre maggiore di studenti. Dal 2010, anno di fondazione del Dipartimento nel suo attuale assetto istituzionale, ad oggi, gli immatricolati sono passati da 970 a 1372, con una crescente capacità di attrazione, nelle magistrali, di studenti che provengono da altre università italiane. Ci auguriamo che anche quest’anno coloro che ci scelgono portino con sé la passione e l’impegno necessari per contribuire, insieme a noi, a migliorare sempre più questo progetto. È con questo auspicio che vi diamo il benvenuto nel nostro mondo della comunicazione.

Luglio 2017
Il Direttore del Dipartimento
Prof. Bruno Mazzara