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Presentazione del volume "La guerra di Atena"

Giovedì 4 ottobre 2018, alle ore17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume La guerra di Atena. Il “luogo” della Grande guerra nell’evoluzione delle forme liberali di governo: Regno Unito, Francia e Italia di Andrea Guiso, Le Monnier, 2017. Intervengono: Guido Melis, Raffaele Romanelli. Coordina: Lorenzo Benadusi. Sarà presente l’autore.

Data la capienza limitata della sala convegni gli studenti interessati a seguire l'evento dovranno prenotarsi lasciando il loro nome direttamente al professore nel giorno di lezione o tramite email (sempre al docente). Si procederà a registrare l'elenco dei partecipanti in ordine di prenotazione fino a esaurimento posti (n. 20 in totale).

IN ALLEGATO LA LOCANDINA

Il libro, attraverso un'ottica comparativa e un ampio orizzonte temporale, ricostruisce l'impatto del primo conflitto mondiale sulle forme liberali di governo. Nucleo della ricerca è il rapporto tra principio di autorità e libero gioco delle istituzioni in un contesto dominato dalla forza extragiuridica dello stato d'eccezione. Ad emergere sono le forme di resilienza e adattamento della Città liberale alla dinamica coercitiva del regime dei pieni poteri. Gettando luce anche sulle ambiguità, i limiti e le contraddizioni di questi processi, il libro individua nella dialettica tra governi e parlamenti, tra potere civile e potere militare, tra leader politici e culture istituzionali la chiave di lettura che consente di comprendere in concreto le dinamiche di legittimazione e le logiche di funzionamento dei sistemi di governo nel contesto della mobilitazione totale. È dentro questa cornice che si delinea una delle questioni cruciali e più complesse del nostro tempo: il rapporto tra politica e tecnica, tra passione per il bene comune e governo 'razionale' della società; istanze ora alleate, ora in diretta competizione per l'organizzazione di una società di massa la cui realtà effettiva avrebbe avuto modo di consacrarsi definitivamente proprio negli anni del conflitto, prefigurando l'avvento di una democrazia aperta ad ogni possibile esito storico. Osservare l'Italia all'interno di questa storia significa rivalutare molti elementi di modernità delle sue istituzioni politiche e sociali che né il turbolento dopoguerra, né l'esperienza del totalitarismo imperfetto fascista sarebbero riusciti a cancellare del tutto.

 

Andrea Guisoinsegna Storia politica, sociale e culturale dell'età contemporanea presso la Sapienza Università di Roma. La sua attività di ricerca verte prevalentemente sulla storia politica e istituzionale del Novecento europeo. Fra i suoi principali lavori: La colomba e la spada. 'Lotta per la pace' e antiamericanismo nella politica del PCI: 1949-1954 (2006); La città del Duce. Stato, élites e poteri locali nella Forlì fascista (2010); Il direttore e il generale. Carteggio Albertini-Cadorna (2014); Declino e trasformazione dello Stato banchiere: mutamenti della costituzione materiale nella crisi politica della Prima Repubblica (2016).

 

Lorenzo Benadusi insegna Storia contemporanea all’Università di Roma Tre. Si occupa di storia del giornalismo e di storia di genere, con particolare attenzione all’Italia liberale e fascista.

 

Guido Melis insegna Storia delle istituzioni politiche e Storia dell’amministrazione pubblica presso l’Università di Roma Sapienza. Si occupa di storia amministrativa, di storia delle istituzioni, della formazione delle élites in Italia, del regime fascista, della storia dei partiti politici.

 

Raffaele Romanelli ha insegnato Storia contemporanea all’Università di Pisa, all’Istituto Universitario Europeo e all’Università di Roma Sapienza. È il direttore scientifico del Dizionario Biografico degli Italiani. Si occupa di storia sociale e politica delle istituzioni e di storia sociale delle élites.

 

Informazioni: b-stmo.info@beniculturali.it www.bsmc.it